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Cina più accessibile con l’e-commerce transfrontaliero

Smart Business

06 Giugno 2018

American Express

Se l’e-commerce cinese è già consolidato, il cross-border e-commerce (Cbec) è una realtà relativamente nuova, ma in rapida crescita. Le autorità cinesi cercano di regolamentarla anche per circoscrivere la zona grigia occupata dai «daigou », gli agenti che gestiscono le reti di e-commerce semi-legali spedendo prodotti in Cina via posta o, addirittura, portandoli di persona, senza pagare dazi doganali o dazi all’importazione.
Gli sforzi di inquadramento del nuovo fenomeno da parte del Governo cinese rivelano anche grandi opportunità per le aziende straniere interessate. A patto di riuscire ad agguantarle, queste opportunità, cosa non facile, date le enormi dimensioni del mercato.
Come supportare il sistema delle aziende italiane, soprattutto di piccole e medie dimensioni, su uno scenario più ampio, estendibile a tutta la «Mainland China», con un occhio attento alle novità dietro l’angolo, incluso il cross-border transfrontaliero? Piergiorgio Borgogelli, direttore generale dell’Ice, lo ha spiegato in un affollato gruppo di lavoro sul tema in occasione del raduno annuale organizzato dall’ambasciata italiana in Cina a Yanqi Lake.
Al Sole 24 Ore spiega anche gli aggiornamenti, perchè l’Ice lavora alacremente a un meccanismo in fase di perfezionamento che sarà lanciato a settembre: un hub e-commerce operativo anche sul cross-border, in grado di supportare le aziende sia nella formazione “verticale”, sia nell’accompagnamento all’accesso dell’e-market. Sono disponibili sul sito Ice tre guide sull’e-commerce realizzate con Netcomm sui settori fashion, food & wine e home and design, con un focus su Cina, Usa e mercati maturi europei (http://bit.do/icesettore, il percorso guidato è su: http://bit.do/corsoplaylist). Intanto, è in arrivo il primo rapporto e-commerce Ice.
La digital strategy dell’Agenzia Ice, dalla formazione alla creazione di strutture definite, è dunque messa a fuoco. «In quattro anni l’e-commerce ha raddoppiato i volumi di vendita ed entro il 2021 le vendite retail saranno il doppio del valore registrato nel 2017, pari a 4.479 miliardi di dollari Usa – dice Borgogelli -. Cina e Usa sono i mercati più importanti con, rispettivamente, 681,9 miliardi di dollari e 438: se si aggiunge il Regno Unito ,che ne totalizza 196,3, si arriva fino al 70% del totale del mercato globale. L’Ice ha una strategia di promozione multicanale, che ha aiutato finora a siglare accordi con la distribuzione per ben 5.153 imprese,coinvolgendo un migliaio di nuovi fornitori, per un volume di 312,6 milioni di euro di nuovi acquisti».
Nella strategia per il mercato cinese c’è un po’ di tutto, dalla partnership con e-tailer leader di settore come Yoox per la moda, che lancerà a settembre in Cina e Usa uno “shop in shop” dedicato a 120 Pmi del made in Italy, con un piano marketing digitale ed offline concordato con Ice.
«L’importante è fornire l’hub sul quale stiamo lavorando e al quale le aziende italiane potranno rivolgersi. Bisogna essere proattivi – aggiunge il direttore dell’Ice -. In Cina il 90% del traffico già viaggia su mobile phone. Ci sono, inoltre, industrie in cui le barriere non tariffarie sono un ostacolo importante – la cosmetica, l’agroalimentare e i vini o l’illuminotecnica -, per le quali il cross-border può essere una via di accesso importante. L’audience cinese è reattiva: diversamente dal consumatore occidentale, l’acquirente cinese attribuisce valore alla spedizione proveniente dall’Italia, nonostante i tempi dilatati».
Tutto ciò spinge anche le aziende della logistica a cambiar pelle. Lo conferma Riccardo Fuochi, presidente dell’Hong Kong trade development council italiano e ceo di Omlog, operatore della logistica molto affermato.
«Il cross-border e-commerce è una straordinaria occasione per le Pmi che potrebbero gestire le vendite attraverso un centro logistico ubicato in una delle zone franche speciali. Noi – sottolinea Fuochi – ne abbiamo creato uno e stiamo verificandone l’operatività: le consegne al destinatario avverrebbero in poco tempo e, in caso di mancata vendita, la merce potrebbe essere rispedita in qualsiasi parte del mondo senza formalità particolari. Le opportunità sono innegabili. Ovviamente, le aziende dovranno utilizzare un market place come TMall (Alibaba)».

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