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Gestire l’impatto del COVID-19 sulla catena di distribuzione

Varie

02 Luglio 2020

American Express

Mentre il costo finale umano ed economico causato da questa pandemia è ancora da definire, gli imprenditori hanno già riscontrato notevoli impatti sulla catena di distribuzione. Molte di queste problematiche sono nuove persino a chi è in affari da lungo tempo. Tuttavia, gli esperti dicono che ci sono alcune azioni che gli imprenditori possono intraprendere per gestire al meglio gli effetti causati dal Coronavirus.
 
 

Impatti sulla catena di distribuzione

 
 
La limitazione delle risorse a disposizione, come la ridotta diponibilità di merci e l’aumento del prezzo per le spedizioni internazionali sono tra i più significativi ed immediati effetti della pandemia sulla catena di distribuzione per le aziende che importano da altri paesi.
A metà marzo, quando i governi di tutto il mondo hanno iniziato a porre limitazioni ai voli aerei, i costi per il trasporto aereo di merci hanno iniziato nel giro di pochi giorni a fluttuare ampiamente. Sebbene i voli commerciali non siano stati bloccati, la maggior parte del trasporto commerciale aereo viaggia su voli passeggeri. L’aeroporto di Heathrow per esempio rivela che i voli passeggeri trasportano il 95 per cento di tutte le spedizioni commerciali che atterrano li.
“Con la sospensione dei voli passeggeri, non solo i prezzi sono più alti ma è anche difficile prenotare il trasporto merci” afferma Sam Polakoff, CEO di Nexterus, una società di consulenza nell’ambito della catena di distribuzione. Ed aggiunge che in alcuni casi le quotazioni sono 10 volte superiori alla norma.
Sebbene la catena di distribuzione globale continui ad essere impattata, ci sono alcune azioni che gli imprenditori possono intraprendere per assicurare la capacità di approvvigionamento nel breve e lungo periodo.
 
 

Mantenere aperto il dialogo

 
 
“La miglior cosa che un imprenditore può fare adesso è comunicare con i fornitori che fanno parte della catena di distribuzione”, afferma David Dreyfus, ricercatore sulla gestione della catena di distribuzione alla Rutgers Business School.
“Suggerisco di chiamare tutti i principali fornitori il prima possibile e verificare se le merci arriveranno come concordato”. Se, a causa del Coronavirus, la richiesta del mercato è cambiata all’improvviso, David raccomanda di contattare tutti i maggiori fornitori per aggiornarli sulla situazione e di tenerli informati costantemente.
 
 

Prevenire un futuro overstock

 
 
Una delle principali preoccupazioni per tutte le aziende nella catena di distribuzione, dovrebbe essere quello di evitare l’effetto Forrester. Questo termine indica quello che accade quando un aumento estremo della domanda di alcune merci al punto vendita si traduce in un ordine sproporzionato da parte del negoziante. Questo causa un aumento dell’ordine da parte dei distributori e un aumento di produzione da parte delle industrie. Il risultato è un enorme overstock di prodotto che arriva a punto vendita dopo che la domanda del consumatore è già stata soddisfatta.
“Il negoziante riceve il prodotto in surplus e non c’è nessuno che voglia comprarlo” commenta Dreyfus.
La carta igienica, per esempio ha subito l’effetto Forrester. In Inghilterra il comportamento d’acquisto del consumatore è cambiato rapidamente a seguito dell’ordinanza di rimanere a casa e l’alta domanda riscontrata ha portato in alcuni casi ad un eccessivo approvvigionamento. Gli effetti sui negozianti, sui distributori, sulle industrie e su altri operatori nella catena di distribuzione sono negativi quando la catena di distribuzione risponde ad una richiesta di prodotto che non è più presente.
“Il modo per far fronte a questa situazione è quello di informare tutti gli attori che fanno parte della catena di distribuzione su cosa si verifica a punto vendita”. “Informali che stai riscontrando un’attività insolita e lavora con loro per trovare il miglior modo per reagire all’aumento della domanda, cosicché l’effetto Forrester non impatti in maniera eccessiva tutte le parti coinvolte.”
 
 

Essere finanziariamente “flessibile”

 
 
Allo stesso tempo le aziende vorranno evitare problemi di flusso di cassa ed impatti a punto vendita.
La catena di distribuzione è tradizionalmente vista in funzione della domanda del consumatore, ma tra un potenziale impatto sul flusso di cassa e il cambio della domanda del consumatore a breve termine, le aziende dovrebbero valutare la situazione attraverso una lente finanziaria – e considerare le loro finanze in maniera differente.
Con il continuare della crisi, l’incremento dei costi di trasporto richiederà ulteriori sforzi finanziari. Le imprese possono prepararsi considerando le line di credito a loro disposizione presso istituti finanziari e gli accordi con i loro partner di logistica. Potrebbe essere necessario attingere alle line di credito o estendere i termini di pagamento con le aziende di trasporti per preservare la necessaria liquidità finanziaria.
 
 

Incrementare le scorte

 
 
Un modo per prepararsi ad un possibile aumento dei costi e ad un prolungamento dei tempi di consegna è quello di incrementare le scorte. Polakoff suggerisce alle aziende di aumentare le scorte in magazzino se ne hanno l’opportunità e la possibilità finanziaria.
“Incrementare le scorte adesso, dà la possibilità all’azienda di soddisfare l’aumento della domanda e allo stesso tempo ridurre o ritardare l’impatto dell’aumento dei costi e della scarsità del prodotto nel lungo periodo.”
Nello specifico per le aziende del Regno Unito, l’aumento di scorte pre-Brexit alla fine del 2019 ha dato un po’ di respiro, dando la possibilità di avere già a magazzino il prodotto per soddisfare l’aumento della domanda.
 
 

Diversificare i fornitori

 
 
All’evolvere della pandemia, è probabile che saltino fuori nuovi problemi sulla catena di distribuzione. Nonostante le aziende manifatturiere cinesi stiano riattivando le produzioni, le aziende che dipendono fortemente da un approvvigionamento dalla Cina per prodotti più complessi, possono scoprire che i loro fornitori non sono più attivi.
Questo potrebbe essere un buon momento per intraprendere un’attenta e sistematica analisi della propria catena di distribuzione e valutare dove si possa agire per diversificare i fornitori, suggerisce ancora Polakoff.
 
 

Reazioni a crisi future

 
 
Un’analisi più profonda delle dinamiche che impattano la catena di distribuzione e l’implementazione di una maggiore flessibilità e varietà di fornitori sono tutti effetti molto probabili in risposta all’attuale crisi sanitaria.
In aggiunta a queste azioni di lungo termine, gli imprenditori possono attivarsi nell’immediato per reagire velocemente al cambio di domanda da parte dei consumatori, avendo conversazioni con i loro fornitori e valutando le scorte in magazzino.
È probabile che molte società supereranno la crisi con una maggiore conoscenza della loro catena di distribuzione e maggiore efficienza che in passato.
“Le strategie messe in pratica sulla catena di distribuzione non saranno più le stesse dopo questa pandemia. Le persone faranno valutazioni diverse” afferma Polakoff.

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