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La prima ghost Kitchen apre in Italia

Varie

22 Maggio 2020

American Express

Il termine è nato negli Stati Uniti e in tempo di pandemia da coronavirus sta diventando la soluzione salva business per molti ristoratori. Parliamo della ghost kitchen, anche nota come dark kitchen: la “cucina fantasma”, dedicata esclusivamente alla preparazione di piatti da consegnare tramite delivery, appena cucinati. Il concetto della ghost kitchen è semplice: nessuno spazio per accogliere i clienti, nessun servizio se non quello di consegna. I piatti sono pensati per arrivare direttamente a casa. Perché come spiega Gambero Rosso: “molti italiani hanno imparato a fidarsi del cibo a domicilio, scoprendo una soluzione a basso rischio, a patto che tutte le misure di sicurezza siano rispettate, per evadere dalla routine piuttosto monotona delle ultime settimane”.
 
 
La prima ghost kitchen italiana “pura” è nata da poco, si chiama Via Archimede, Gastronomia di Quartiere. Il ristorante ha aperto il 10 aprile e a lanciare l’iniziativa è stato l’imprenditore Luca Guelfi che a Milano ha già quattro diversi locali improntati che puntano all’importazione di tendenze internazionali nel capoluogo lombardo. Si va dal vietnamita Saigon al messicano Canteen, al fusion giapponese Shimokita, fino all’ultimo nato in casa, l’Oyster Bar inaugurato nel 2019.
 
 
Ma cosa propone la dark kitchen? Piatti tipici milanesi e italiani, una cucina semplice ma curata. La consegna è gratuita in tutta Milano e Guelfi ha spiegato che per il delivery non ha voluto affidarsi a servizi esterni. Un modo per avere il controllo della consegna che deve garantire la sicurezza, con pagamento in contanti o tramite POS. In sintesi, un format al passo con i tempi: per chi lavora in smartworking a casa e magari non ha tempo di cucinare.
 
 
Una soluzione che sarà strategica per centinaia di ristoranti anche in questa fase di riapertura. Perché ricominciare, tra sanificazione straordinaria, misurazione della temperatura e distanziamento sociale, non è facile specialmente a livello di sostenibilità economica. Il concetto della ghost kitchen semplifica molto le cose: nessuno spazio per accogliere i clienti, nessun servizio se non quello di consegna. Anche perché agli italiani il delivery piace.
 
 
La maggior parte, secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp research e Norstat, non ha voglia di tornare seduta al tavolo di un ristornate. Lo ha dichiarato più di un intervistato su due (54,5%) per lo meno nella prima settimana di riapertura, e il 10,3% continuerà a utilizzare la modalità di asporto o consegna a domicilio. Tra i cibi più ordinati: la pizza si conferma sempre al primo posto, seguita dall’hamburger, dal sushi, dal pollo e dalla cucina italiana. Una new entry assoluta è invece il gelato che si inserisce in classifica al quinto posto.

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