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Online Advertising: un futuro senza cookie è possibile, esistono già le alternative

Smart Business

27 Aprile 2021

American Express

Dal 2022 saranno banditi anche da Google Chrome: un duro colpo per la pubblicità online di migliaia di aziende, che dovranno attrezzarsi per la nuova era cookieless.

 

Dagli anni Novanta tracciano tutte le nostre scelte commerciali nell’universo Web per inviarci “consigli per gli acquisti” su misura mentre navighiamo o chattiamo. C’è chi li ama e chi li odia, ma tutti, per ora, dobbiamo farci i conti. Sono i cookie di terze parti, che vengono lasciati nei nostri computer da siti che visitiamo (ma anche, appunto, da terze parti che con questi siti interagiscono) e che complicati algoritmi analizzano per proporre banner pubblicitari mirati. Perché esaminando i cookie è possibile conoscere e intercettare i nostri gusti, proponendo offerte che probabilmente incontrano il nostro interesse. I cookie di terze parti, però, hanno ormai le ore contate. Dopo che molti browser, tra cui Safari e Firefox, li hanno bloccati di default per garantire la privacy dei loro utenti, adesso anche Google Chrome, che controlla il 67% del mercato, ha annunciato la loro fine a partire dal 2022.

Sarà un duro colpo per la pubblicità, ma anche per il mondo editoriale che dalle promozioni online riceve importanti dosi di linfa vitale. L’Internet Advertising subirà inevitabilmente un drastico ridimensionamento, come ha evidenziato l’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano al convegno “Internet advertising: no cookie, no party?”.

 

I motivi dell’addio

 

La decisione di mettere la parola fine al fenomeno advertising legato ai cookie è la risposta dei principali browser alla richiesta di maggiore privacy, e anche di maggiore sicurezza, che arriva dagli utenti. Il funzionamento di questi meccanismi che tracciano la nostra navigazione, intercettano le nostre ricerche online, seguono i nostri comportamenti nel mondo virtuale per poi servirci proposte e offerte nello spazio adv dell’online, che inevitabilmente invade il nostro privato. E questo a molti consumatori non piace.

Come sarà quindi la Rete cookieless, vista dalla parte delle aziende? Sicuramente molto più povera di opportunità, avvertono ancora dall’Osservatorio Internet Media. Le alte potenzialità di pubblicità mirata hanno fatto crescere in modo significativo il settore, arrivato nel 2020 in Italia a un valore pari a 588 milioni di euro, in aumento del 6% rispetto al 2019.


Alla ricerca di alternative

 

Urgono quindi soluzioni alternative per non perdere tutta quella fetta di business che veniva garantito proprio dai cookie. Se infatti Google ha annunciato che intende trovare nuovi modi per tracciare i naviganti, monitorando le loro scelte senza utilizzare i dati privati, le aziende non possono permettersi di rischiare di perdere gli effetti di campagne marketing diventate negli ultimi anni vitali per il loro fatturato. E secondo Andrea Lamperti, direttore dell’Osservatorio, devono quindi esplorare nuove vie nella cornice di tre macro-aree: soluzioni di identità, contextual advertising e altre soluzioni che si fondano sull’intelligenza artificiale.

  1. Soluzioni di identità
    Con le soluzioni “di identità”, il tracciamento dell’utente nel mondo marketing del Web resta fondamentale, ma deve viaggiare su altri canali. Si può ricorrere ai dati legati al CRM – Customer Relationship Management – vale a dire la strategia con cui un’azienda gestisce le sue interazioni con clienti effettivi e potenziali. Si tratta in particolare: dell’e-mail; del Mobile advertising Id, un sistema che permette ai professionisti del marketing di monitorare l’attività via mobile a fini pubblicitari, con il vantaggio di misurare con più efficacia il rendimento delle campagne; dell’Universal ID, un identificatore personale per ogni utente che funziona tramite le piattaforme di Identity resolution, tenendo conto di tutti i suoi vari device.

  1. Contextual advertising
    Si può seguire poi la strada del contextual advertising in cui gli annunci sponsorizzati variano in base al contesto della pagina web in cui si sta navigando: per esempio, voli scontati su un sito di viaggi o tutorial di messa in piega a un indirizzo in cui si parla di bellezza legata ai capelli.

  1. Soluzioni di “Intelligenza artificiale”
    Infine, ci sono le soluzioni di “Intelligenza artificiale”. Tecnologie avanzate raccolgono in maniera anonima dati per metterli al servizio della gestione aziendale e soprattutto del marketing, tramite l’automatizzazione dei processi di raccolta informazioni che vengono poi analizzate e utilizzate per contattare, e conservare, potenziali clienti. 

Acquisti online sicuri 


In attesa delle future evoluzioni della realtà virtuale “cookieless”, che tutelerà meglio la nostra privacy, già oggi è bene fare grande attenzione alla sicurezza. Le Carte Corporate American Express per esempio, possiedono già avanzati sistemi di sicurezza a cui si può affiancare un prodotto come Safe Key, che basandosi sulla recente tecnologia 3D Secure, ti mette al riparo dalle frodi quando compri online. Il sistema certifica automaticamente l’acquisto; offre meccanismi di verifica incrociati con i tuoi dispositivi prima che la transazione venga approvata; crea la tua Express List, ossia l’elenco dei tuoi e-commerce di fiducia per cui non si richiederanno ulteriori verifiche. Il sistema si occupa dunque della tutela del cliente affinché possa solamente godersi lo shopping online.


I dati citati nell’articolo sono tratti da Netcomm

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