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Per i digital payment è crescita continua

Smart Business

18 Dicembre 2017

American Express

Pagamenti digitali in rapida accelerazione: nel 2016 il transato attraverso i digital payment si è attestato a quota 198 miliardi, per un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente. Il 2017, secondo le stime dell’Osservatorio Mobile payment & commerce del Politecnico di Milano, sarà caratterizzato da una crescita analoga.
L’“infrastruttura” c’è sempre stata: istituti di credito, imprese ed esercizi commerciali italiani hanno storicamente mostrato grande sensibilità a temi come la diffusione di Atm e Pos. La novità sta nella sempre maggiore propensione dei consumatori ad affidarsi ai nuovi strumenti di pagamento. L’ultimo quadro d’insieme “organico” si riferisce al consuntivo 2016, quando le transazioni digitali si sono attestate a quota 198 miliardi (+11%). La penetrazione sui consumi è del 25%, mentre lo scontrino medio con carta è di 64,5 euro. In totale le transazioni effettuate con carta è stato pari ai 3,07 miliardi di unità. La cattiva notizia è che l’Italia, a quota 43,5 transazioni pro capite, è 25esima in Europa, ben al di sotto della media continentale (104 transazioni pro capite). Quella buona è che siamo in rapida ascesa, con un incremento delle operazioni pro capite anno su anno del 13,8 per cento. «Tra i consumatori in particolare – spiega Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio del Politecnico – si sta facendo strada una consapevolezza diversa. Aumenta la fiducia verso le formule innovative di pagamento, considerate adesso anche più sicure». Proprio di questi temi si sta discutendo in questi giorni a Milano, dove oggi si conclude il Salone dei Pagamenti.
Rispetto alla “torta” complessiva dei pagamenti digitali, i cosiddetti new digital payment nel 2016 valgono una quota del 15 per cento. E crescono del 51% sul 2015. Con un contributo sempre più importante di formule quali e-commerce ed e-payment che rappresentano la componente di maggior valore nei new Digital Payment. L’acquisto di beni e servizi e il pagamento di ricariche, bollette e tasse tramite pc o tablet con carta di credito o tramite wallet crescono del 14%, arrivando a valere 18,7 miliardi.
L’ascesa del contactless
Nel 2016 sono più di 140 milioni le transazioni effettuate in modalità contactless dai possessori di carte e oltre 7 miliardi il transato complessivo. Numeri giustificati da una progressiva crescita dell’infrastruttura – 2 carte su 5 (40 milioni di carte a fine 2016, +100% rispetto al 2015) e un pos su due (un milione a fine 2016, raddoppiati rispetto al 2015) sono contactless – e soprattutto da una maggior consapevolezza dello strumento da parte di consumatori ed esercenti. I numeri dimostrano come il “tap & go” non sia utilizzato solo per i micro pagamenti sotto i 25 euro (per cui non serve inserire il Pin), ma anche per i pagamenti con un ammontare superiore, segno che la possibilità di non inserire la carta nel Pos è reputata più comoda e veloce in qualsiasi circostanza. Lo scontrino medio si aggira infatti poco sotto ai 50 euro, inferiore allo scontrino medio con carta che è circa 63,5 euro. Si stima che i pagamenti contactless entro il 2019 varranno tra i 50 e i 70 miliardi.
Acquisti con smartphone
L’acquisto di prodotti e servizi attraverso il telefono cellulare (mobile payment & commerce), sia attraverso app e mobile site che utilizzando lo smartphone in modalità di pagamento proximity, cresce del 63% e raggiunge i 3,9 miliardi. Questa componente è trainata soprattutto dalla crescita del 63% di chi effettua l’intero processo di acquisto online (mobile remote commerce) che raggiunge i 3,3 miliardi di transato (valeva 2 miliardi nel 2015), pari a circa il 17% del totale transato e-commerce (nel 2015 rappresentava il 12%), con questo tipo di acquisti che fa segnare il proprio picco nei mesi festivi di agosto e dicembre. «Contiamo – prosegue la Portale – che il transato attraverso i cosiddetti pagamenti “innovativi” in tre anni si triplicherà».
L’ottimismo delle banche
Sul versante bancario si respira un clima di grande fiducia. Per il direttore generale Giovanni Sabatini «gli istituti di credito hanno sempre investito in innovazione e tecnologia. Ieri, per esempio, gli sforzi si concentravano sulla diffusione di Pos e Atm. La differenza, rispetto al passato, è anche la velocità con la quale il sistema persegue il cambiamento. Una velocità esponenziale: alcuni prodotti innovativi non fanno in tempo a uscire che già devono confrontarsi con tecnologie diverse». L’accelerazione tecnologica, secondo Sabatini, si porta dietro anche un radicale cambiamento nelle abitudini dei consumatori. «Il pubblico – spiega il dg – è più informato sull’offerta di pagamenti digitali e, di conseguenza, più consapevole. Si moltiplicano poi le interazioni online con gli istituti di credito: i social network rappresentano una grande opportunità per le banche che riescono ad avere un filo diretto con la clientela». Ridurre la circolazione del contante è chiaramente «un vantaggio per tutti», secondo Sabatini, «dagli utenti che pagano con maggiore facilità allo Stato che argina il fenomeno del sommerso». Ma proprio l’antica predilezione per il “nero” di una quota consistente di italiani è un freno per la diffusione dei pagamenti digitali? Il direttore generale di Abi è convinto del contrario: «Saranno proprio i nuovi strumenti di pagamento, comodi e sicuri, a mettere fuori gioco il nero».

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