Approfondimenti e spunti per far crescere il tuo business.
Quando dici che fai il travel blogger molti pensano a una vita da sogno: viaggi gratis, spiagge paradisiache, foto patinate e rooftop esclusivi.Pochi però considerano quella del travel blogger una vera professione.
Eccoci qui quindi a dimostrare – o almeno a provarci – che raccontare di viaggi online richiede sì passione, ma anche tanto lavoro e soprattutto determinazione.
Come coppia nella vita e nel lavoro due anni fa abbiamo lanciato Gayly Planet. Un altro blog? Certo, ma con un focus specifico sulla comunità italiana di viaggiatori Lgbt. Oggi scrivere di viaggi in maniera generalista non funziona più. Bisogna parlare di cose che si conoscono, di luoghi che si visitano in prima persona e soprattutto di esperienze che lasciano il segno.
Gayly Planet nasce a marzo 2017 da un’esigenza personale: non trovavamo informazioni online in italiano sulle destinazioni che visitavamo. Il nostro target sono viaggiatori come noi che vogliono scoprire il mondo senza seccature e con una scelta di mete in cui siamo i benvenuti.
Questo non significa che viaggiamo e raccontiamo solo e soltanto di mete gay-friendly. Per noi il viaggio parte dalla scelta della città, dallo studio della vita Lgbt del paese e tenendo in mente questo raccontiamo i nostri viaggi sul blog.
Non siamo gli unici a parlare a un target specifico. Adventure in You è specifico per chi ama l’outdoor e le avventure immersi nella natura, Nomadic Matt è il punto di riferimento per i viaggi zaino in spalla mentre BeBorghi è il blog al femminile su viaggi non convenzionali e leisure.
Parlare a una nicchia specifica ci ha aiutato a far decollare il blog in pochissimo tempo colmando una lacuna di contenuti e informazioni che tantissime persone aspettavano. Anche le collaborazioni non sono tardate ad arrivare, da enti del turismo come quello thailandese a aziende private, passando per Airbnb e mimoto.
Per fare tutto questo esistono diversi strumenti e tool di lavoro che permetta a un blog di viaggi di funzionare e che non rimanga semplicemente un diario di viaggio online.
Google Analytics è lo strumento principale per analizzare e monitorare le statistiche del proprio sito. Un tool essenziale per capire quando un post funziona e quali sono gli articoli più amati dai propri lettori
WordPress è probabilmente il Cms (content management system) più utilizzato non solo dai travel blogger ma di chiunque abbia un sito web. Permette in pochi minuti di essere online e pronti per pubblicare i primi contenuti.
Ubersuggest è un sito web che consente di ricercare parole chiave e trovare spunti per scrivere articoli interessanti. Sarà sufficiente inserire una keyword per conoscere quante volte viene cercata sul web dagli utenti e sapere cosa fare per avere un post in prima posizione su Google.
Pexels è un altro sito molto utilizzato dai travel blogger. Si tratta di uno stock di foto da utilizzare in modo gratuito e rappresenta una perfetta banca dati fotografica nel caso in cui si sia a corto di immagini da inserire all’interno dei post.
Photoshop e Lightroom e altre tool di photo editing consentono di modificare le fotografie fatte durante un viaggio migliorandone la qualità e rendendole adatte ai contenuti da realizzare
Instagram è il social per le foto più utilizzato al mondo e permette di raccontare il viaggio attraverso scatti e aneddoti. Anche le stories hanno una certa importanza, perché consentono di avere un contatto immediato con i follower e instaurare da subito con loro un rapporto di fiducia.
Non esistono scorciatoie per essere un travel blogger e fare in modo che il blog diventi affermato, ma serve studio, molto lavoro e il giusto utilizzo degli strumenti affinché agli occhi di chi legge il viaggio possa cominciare ancor prima di partire.